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Democrazia partecipata, il nostro appello
Nota del 24 Aprile 2011:
il titolo originale di questo articolo era “TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE — APPELLO CIVICO”; ho ritenuto opportuno modificarlo vista la recente presentazione della lista elettorale per le amministrative del 15 Maggio che si chiama appunto ‘TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE’ per evitare malintesi.
Nella primavera 2009, assieme a tanti altri cittadini aderenti alla più disparata ” trasversalità politica”, animati soltanto dall’ innato desiderio di ripristinare le regole democratiche sul territorio del Comune di Riomaggiore, apponemmo la nostra firma in calce alla costituenda lista civica ” Perriomaggiore”; da allora, e per tutta la legislatura, abbiamo sostenuto, sia nelle poche pubbliche riunioni che il regime ha permesso, sia negli incontri privati, i tre consiglieri risultati eletti con un numero di voti aldilà delle più rosee aspettative. Da subito la nostra azione si è concentrata sulla necessità di varare nuovi regolamenti comunali, considerato che gli esistenti e, purtroppo, ancor oggi vigenti, non permettono nessuna accessibilità agli atti pubblici, nessuna capacità amministrativa ai consiglieri comunali, nessuna capacità d’intervento democratico delle parti politiche e della popolazione tutta. All’indomani della fatidica data del 28 settembre 2010, dopo aver chiesto esplicitamente ai nostri consiglieri se era loro intenzione proseguire nell’opera di risanamento democratico, e ricevutane risposta affermativa, ci siamo nuovamente messi a disposizione per il prosieguo dell’azione intrapresa due anni prima. In un clima certo più sereno avevamo colto il formidabile valore dell’occasione che si prospettava davanti a noi: ripartire dalla revisione dei regolamenti comunali, facendo perno sulla civicità della lista “perriomaggiore” e sui suoi tre componenti, per dar vita a quella “storica fase costituente” avente nella trasparenza e nella partecipazione popolare le sue naturali fondamenta. Avevamo ed abbiamo contezza che oggi, nell’inderogabile segno della civicità, tutti i cittadini debbano essere chiamati ad operare non su un’impalcatura democratica preesistente, bensi su una casa di vetro da costruire ex-novo: quindi nessuna fatica per demolire qualcosa ( perchè tutto è imploso), ma l’affascinante lavoro di costruzione di un Comune sinceramente democratico, in cui prevedere tutti i dettagli di libertà che vent’anni di regime avevano negato. Ritenevamo e riteniamo che questa azione popolare dovesse (e debba ancora) iniziare da subito, prima della fase elettorale per capirci, allargando via via sempre di più il movimento civico, coinvolgendo sempre più cittadini sulle problematiche locali, per elaborare, tutti assieme, soluzioni ed indirizzi da mettere in pratica dopo le elezioni.
Considerata anche la diminuzione del numero dei consiglieri comunali, avvenuta per legge, volevamo favorire il massimo della rappresentanza individuando, prima del voto, la squadra degli assessori esterni da legittimare con l’elezione del sindaco; volevamo già individuare tutte le commissioni consiliari ( in cui coinvolgere il maggior numero di cittadini possibile) da far operare,dopo, sotto la presidenza di ogni consigliere con delega specifica, naturalmente estendendo le presidenze anche ai consiglieri di minoranza; volevamo mettere ” nero su bianco” la volontà di costituire i comitati di quartiere, con norma specifica da inserire nel regolamento comunale, cosi come per le assemblee popolari; era nostra intenzione creare tutti i processi di partecipazione civica, resi possibili dalle tecnologie comunicaative e mediatiche per favorire il suggerimento e la critica dei cittadini; per dar modo a tutti i partecipanti al movimento di esprimersi sugli argomenti ritenuti più interessanti: volevamo, insomma, costruire tutta quella serie di ” pesi e contrappesi partecipativi”, prevedere tutte quelle ” alchimie democratiche” atte a far capire a tutti che le precedenti forme di tirannia non avevano più possibilità alcuna di ripetersi. Dopo cinque mesi di lavoro comune, nonostante i nostri pazienti sforzi, oggi purtroppo dobbiamo constatare che, in seno ai tre ex consiglieri di minoranza, ancora esistono quelle diffidenze e quei preconcetti verso tutto e tutti, tali da non permettere il coinvolgimento popolare in cui avevamo tanto sperato: per questo, col massimo dispiacere possibile, pur riconoscendo le indubbie qualità amministrative della capolista, riteniamo di dover interrompere il nostro rapporto di sostegno alla lista “perriomaggiore”.
Ci preme sottolineare che troppo spesso, diffidenze e preconcetti sono stati alimentati dall’assurdo comportamento messo in atto da quell’ala del PD locale che per vent’anni ha sorretto il mito del Faraone e ora rivendica un orgoglio di partito che, alla luce degli accadimenti, appare sempre più patetico ed irresponsabile: queste persone porteranno sulle loro spalle la corresponsabilità politica dell’eventuale fallimento della civica proposta politica.
Riteniamo che si dovrebbe giungere da una parte al riconoscimento del debito morale che la popolazione tutta ha nei confronti dell’azione della ex opposizione e dall’altra alla rinucia a rancori personali legati ad episodi del passato e ad atteggiamenti di diffidenza e chiusura che poco o nulla si addicono a chi si propone come amministratore all’insegna della TRASPARENZA.
In ultima analisi vorremmo evitare che per insipienza politica e limiti caratteriali si abortisca un processo di pacificazione -in nome dell’etica- dall’enorme valore storico e culturale.
Abbiamo deciso di pubblicare questo ‘manifesto’ per onestà intellettuale verso tutte quelle persone a cui avevamo annunciato i nostri diversi propositi e che possono essere state interessate alle nostre idee nei mesi trascorsi; riteniamo e speriamo che questo documento possa costituire un appello alla trasparenza ed alla partecipazione per tutti i futuri amministratori comunali!!!
ANDREA SOMOVIGO ALBINO FAGGIONI
